I sintomi dell’infarto: le differenze nell’uomo e nella donna

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L’infarto consiste nella rottura della placca aterosclerotica sulle pareti di un’arteria coronarica. Per effetto di questo evento, si formano coaguli nella coronaria che bloccano il passaggio del sangue. La conseguenza è la necrosi (morte) del tessuto cardiaco del vaso che non viene più alimentato e irrorato.

Occuparsi del proprio cuore è sempre importante, fin da giovani, soprattutto se fra i famigliari consanguinei (padre madre sorelle fratelli, nonni) qualcuno ha avuto un infarto precoce, prima dei 65 anni. La protezione del cuore sta nelle scelte dello stile di vita, concetto ripetuto fino alla noia, così semplice e intuitivo da essere considerato banale e quindi sottovalutato. Invece il cuore è una cosa seria, dobbiamo sempre pensare alla sua manutenzione.

A parità di condizioni patologiche, il cuore delle donne corre più pericoli di quello degli uomini

Questo significa che in presenza di pressione alta, fumo o diabete – noti fattori di rischio per la salute cardiovascolare – un uomo rischia l’infarto molto meno di una donna. E non di poco: una donna che fuma ha il 55% in più di rischio di avere un infarto rispetto ad un uomo, se i valori pressori sono alti il rischio è del 9% in più, nel caso del diabete di tipo 2 il rischio è maggiorato del 47% e nel caso del diabete di tipo 1 addirittura del 290 per cento.

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Infarto sintomi

L’infarto può colpire indistintamente sia uomini che donne, con sintomi a volte simili tra i due sessi, e a volte invece diametralmente opposti.

Sintomi infarto negli uomini

Negli uomini i sintomi dell’infarto sono di solito clamorosi: il principale campanello d’allarme nell’uomo è il dolore localizzato al petto, sulla parte sinistra del torace che progressivamente tende ad estendersi a braccio sinistro e schiena. (Questo può accadere anche nelle donne, ma esistono casi in cui l’infarto provoca un dolore addominale, per la precisione alla bocca dello stomaco, confuso per un problema gastrointestinale e accompagnato da sudorazione e difficoltà a respirare).

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Sintomi infarto nelle donne

I sintomi tipici dell’infarto nel sesso femminile sono in genere più attenuati e meno impattanti rispetto a quello maschile. Questa diversità porta a sottovalutare il problema. . Nelle donne spesso solo un senso di peso, o di fastidio, sul petto, un dolorino alla schiena, o alla spalla, o alla mandibola, un po’ di fiato corto, nausea, sudorazione, senso di testa vuota, stanchezza diversa dal solito: ci si sdraia qualche minuto e si pensa che il disturbo se ne andrà, così com’è venuto.

Poco consapevoli del loro rischio cardiovascolare, le donne spesso trascurano le avvisaglie. Soprattutto dopo la menopausa, quando viene meno la protezione degli estrogeni, il rischio cardiovascolare femminile cresce ed è essenziale saper capire i segnali di un infarto.

Perché queste differenze?

Le coronarie delle donne sono più piccole così come lo è il cuore. Questo spesso può compromettere la buona riuscita dell’indagine diagnostica che perciò non è sempre immediata e di facile realizzazione. Infatti,  i coaguli di sangue che provocano l’infarto (trombi) nella donna si formano nei rami piccoli e periferici delle arterie coronarie, non nei rami principali, quindi danno sintomi meno clamorosi.

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I sintomi possono comparire anche a riposo, perfino durante il sonno, non solo durante uno sforzo, in un periodo di stress protratto per preoccupazioni personali o famigliari gravi, per se stesse o per i genitori anziani.

Quali sono i nemici del cuore delle donne?

I nemici del cuore per le donne sono i soliti noti: colesterolo troppo alto e troppo a lungo, pressione troppo alta, sovrappeso e obesità. Ma alcuni nemici sono particolarmente aggressivi con il cuore delle donne:

  • il diabete per esempio aumenta il rischio di infarto nella donna più che nell’uomo
  • il giro vita che facilmente diventa più ampio soprattutto con l’arrivo della menopausa,
  • lo stress e la depressione che le spingono ad abbandonarsi a uno stile di vita sbagliato e pericoloso e a dimenticare i farmaci prescritti
  • il fumo, che danneggia le donne più degli uomini
  • la pigrizia, perché le donne hanno meno tempo per un’ attività fisica programmata
  • il calo degli estrogeni che si verifica in menopausa
  • la gravidanza e le sue complicanze, come l’ipertensione o il diabete gravidico, che aumentano il rischio nella madre ma anche nel feto: tutti nemici da non sottovalutare, senza paura, ma con intelligenza.

Come prendersi cura del proprio cuore?

È sempre una questione di stile: smettere o non cominciare affatto con il fumo, organizzarsi per fare almeno tre volte la settimana 40 minuti di attività fisica aerobica, camminando, o ballando, o pedalando, controllando e mantenendo il peso, scegliendo cibi poveri di sale e di grassi saturi e di colesterolo, prendendo disciplinatamente i farmaci prescritti dal medico, per abbassare la pressione, per il diabete, per fluidificare il sangue.

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Proteggo il mio cuore se mi muovo?

Possiamo aiutare il nostro cuore facendo movimento: basta camminare a passo veloce, tre volte la settimana, per 40 minuti consecutivi ogni volta. O pedalare, o ballare. Qualunque attività fisica è meglio di niente, non ci sono scuse.

Anche solo quindici minuti di attività fisica, in questo caso intensa, come una piccola corsa durante la camminata, brucia calorie e fa circolare meglio il sangue, lo conferma la ricerca scientifica. Usare le scale anziché l’ascensore, andare in ufficio (se possibile!) a piedi o in bicicletta anziché in auto, pedalare sulla cyclette mentre guardate la tv sono tutte attività che si possono svolgere se ci si organizza.

Il peso ideale, come calcolarlo?

Ognuno ha il proprio peso ideale, grossolanamente possiamo averne un’idea calcolando l’indice di massa corporea con il BMI= Body Mass Index, o Indice di Massa Corporea (IMC). Il BMI si calcola come segue: peso in kg/altezza in metri al quadrato. Un indice con valore minore di 25 segna il peso ideale, mentre un valore maggiore di 25 suggerisce sovrappeso/obesità.

Perdere qualche chilo riduce la probabilità di diabete, che minaccia le arterie del cuore e del cervello, aumentando la probabilità di infarto e di ictus cerebrale.

Ha senso misurare il giro vita?

Misurare il giro vita ha molto senso. Chi ha grasso sull’addome ha più grasso intorno al cuore e un rischio elevato di infarto: il giro vita di una donna dovrebbe essere inferiore a 89cm (misuratelo con un metro morbido da sarta).

NOTA BENE…

La prevenzione per i disturbi al cuore, specie nelle donne, gioca un ruolo fondamentale. Valutare con l’aiuto di uno specialista i fattori di rischio cardiovascolare quali ipertensione, diabete, famigliarità e fumo, può contribuire a trattare in modo precoce la patologia prima ancora che sviluppino manifestazioni cliniche.

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